Dibattito sul nucleare

La tragedia che ha colpito il Giappone ha dato nuovo fiato alle trombe del movimento contrario al nucleare. Poco dopo l’incidente di Chernobyl il referendum in Italia del 1987 aveva visto la vittoria di coloro che erano contrari al nucleare. Nel 2011 gli italiani saranno chiamati a votare nuovamente con un referendum sul nucleare, oltre che su altri temi: è scontato, secondo me, che prevarrà nuovamente l’idea di chi è contrario al nucleare sull’onda lunga degli incidenti accaduti in questi giorni nelle centrali nucleari giapponesi.

Io sono a favore dell’energia nucleare e rispetto, ovviamente, l’opinione di coloro che non lo sono. Quello che mi fa un po’ sorridere è il fatto che il movimento anti-nucleare abbia colto l’occasione degli incidenti nelle centrali nucleari giapponesi per fare sentire di più la propria voce, quasi a voler dire a chi sostiene lo sviluppo di un programma nucleare “Vedete che il nucleare non è sicuro?”. Perchè le stesse persone non si oppongono anche all’energia idroelettrica visto che in Giappone si è sgretolata una diga facendo migliaia di vittime?

E’ fuori dubbio che si debba puntare moltissimo sulle energie alternative, ma da sole non possono bastare. Dal momento che l’Italia importa oltre l’80% dell’energia elettrica dai Paesi confinanti (energia prodotta anche con centrali nucleari) mi sembra piuttosto contraddittoria come posizione quella di chi è contro il nucleare: da una parte non si vogliono centrali nucleari sul nostro territorio, dall’altra però non si oppongono all’importazione dell’energia elettrica prodotta anche con centrali nucleari a poche centinaia di chilometri dai nostri confini (solo in Francia ce ne sono 58, 17 in Germania, 5 in Svizzera, 1 in Slovenia).

Nel concetto di progresso è insito il fattore ‘rischio’. Quanti incidenti aerei accadono ogni anno, con la perdita di migliaia di vita umane? Dovremmo per questo smettere di volare? No, ovviamente. E’ invece dovere di chi si occupa della sicurezza degli aerei individuare la causa degli incidenti per evitare che si ripetano in futuro: si tratta semplicemente di migliorare un’idea per renderla più sicura e assicurare un futuro sempre migliore alle generazioni future.

A circa 300 km in linea d'aria dal centro di Torino si trova la centrale elettronucleare di Phenix (Francia)

7 Responses to “Dibattito sul nucleare”


  1. 1 Luca M mercoledì 16 marzo, 2011 alle 15:44

    Volevo dire la mia, in quanto contrario al nucleare… visto che hai anticipato che rispetti l’altra opinione, ecco che mi intrufolo sul tuo blog…con permesso… =D

    Volevo dire che sì, compriamo energia proveniente dal nucleare francese (e immagino pure tedesco e via di seguito), ma è anche vero che rivendiamo più energia alla francia di quanta ne compriamo, un aspetto che non mi pare da poco, anzi, a conti fatti ci guadagniamo perchè la compriamo la sera quando costa meno e loro ne hanno in eccedenza e la rivendiamo al giorno.

    Sul discorso energia sicura, che dire? Certo, magari a priori un impianto idroelettrico dovrebbe essere realizzato in massima sicurezza, cosa che non viene fatta, ma non perchè non ci sia rischio, ma perchè per produrre qualsiasi cosa si analizza il tempo di ritorno, un calcolo statistico che mi indica entro quanti anni si potrebbe verificare un evento che supera la capacità “di sopportazione del manufatto” che costruisco. Immagino che anche per il nucleare si facciano discorsi simili, ovvero sulla scarsa possibilità che quel fenomeno eccezionale si verifichi nel tempo di esercizio dell’impianto…con tutto quello che ne deriva.

    Non credo possa esserci paragone tra il crollo di una diga che uccide istantaneamente centinaia di persone rispetto ad incidenti che hanno conseguenze per 20-30 anni a seguire. Gli incidenti “normali” sono fini a loro stessi, quelli nucleari no, hanno ripercussioni future anche maggiori rispetto all’evento in se e per se.

    Non è impossibile che si verifichi un evento simile o paragonabile a quanto accade in Giappone perchè non abbiamo la possibilità di sapere cosa accadrà, quando e con che intensità. E quindi di fronte a un imprevisto che non abbiamo già affrontato e che non possiamo conoscere siamo inermi, lo dici tu stesso spiegando l’incidente aereo…e scusate se non mi offro come cavia.

    Non parliamo infine di tempi di realizzazione nè di difficoltà di approvvigionamento di materiale fissile o di incidenza sulla produzione energetica italiana…e non parliamo del malcostume italiano (case “di sabbia” aquilane, per citarne una).

    Questo è quanto mi viene da dire in merito al tuo articolo e alle tue idee sul nucleare. Ovviamente ognuno rimarrà con le sue idee, però anche per un lettore terzo credo sia giusto avere tra i commenti un punto di vista diverso…sbaglio.

    Grazie e buon lavoro 😉

  2. 2 giorgio mercoledì 16 marzo, 2011 alle 16:19

    Ciao Luca, nonostante la pensiamo in modo diverso mi fa molto piacere (e di questo ti ringrazio) poter leggere opinioni diverse dalla mia espresse sulla base di ragionamenti e non di pregiudizi. Lo spirito del mio post era proprio questo, poter intavolare un bel dibattito in modo pacato e ragionato🙂

    Ciao

  3. 3 Fabio giovedì 17 marzo, 2011 alle 0:35

    Buonasera, anch’io mi intrufolo per dire la mia, spero non ti dispiaccia🙂
    Oltre a gli argomenti correttamente illustrati da Giorgio contro il nucleare, vorrei evidenziarne qualcun altro a mio avviso meritevole, anche se noto e stranoto, ma che a voi pro-nucleare forse giova sempre ricordare:
    1)Il materiale fissile che alimenta le centrali nucleari è una fonte fossile, anch’essa in via di esaurimento.
    2)Il materiale fissile è concentrato nelle mani di pochi paesi produttori, ne più ne meno come gli idrocarburi. Quindi decade anche il discorso dell’indipendenza energetica.
    3)Le scorie sono, e rimarranno aggiungo io, un problema insoluto (e assoluto) che lasceremo in eredità a chi ci seguirà (se qualcuno mai ci seguirà)
    4)L’incidente al reattore n°4 (SPENTO al momento del terremoto!!) della centrale di Fukushima si sta rivelando + pericoloso di quello agli altri reattori. E qui si parlava di “semplice2 stoccaggio delle barre esaurite. Tra un po’ inizierà lo smantellamento e i problemi di vecchiaia per centinaia di centrali nel mondo. Vengono i problemi solo a pensarci.
    5)Come dice la tua didascalia la centrale Phenix si trova a 300 km da Torino (e con le Alpi di mezzo). Ora poichè la concentrazione di inquinanti decresce all’incirca in modo quadratico con la distanza, dov’è meglio trovarsi in caso di incidente a Torino o a Lione che di km ne dista una cinquantina? Dov’è meglio trovarsi in questo momento: a Tokio a 250 km dalla centrale di Fukushima o a 50 km di distanza nella omonima città di Fukushima?
    Saluti

    • 4 giorgio giovedì 17 marzo, 2011 alle 14:29

      Ciao Fabio, benvenuto anche a te e grazie per il tuo contributo! Certo che non mi dispiace, anzi!🙂 Capisco che il problema delle scorie sia una bella gatta da pelare, ma perchè non applicarsi per trovare una soluzione? Stiamo usando il petrolio e i suoi derivati da decenni, solo da una ventina d’anni ci siamo accorti che nelle città l’aria è irrespirabile e si prova in modo ridicolo, secondo me, ad arginare il problema con le domeniche a piedi o istituendo ZTL di alcune ore che hanno l’unica conseguenza di vedere spostati di qualche km lo smog e il traffico. Per non parlare dei riscaldamenti domestici. Questo per dire che è difficile oggi trovare qualche tecnologia utilizzata quotidianamente che non abbia i suoi lati negativi: dobbiamo investire in sviluppo e ricerca per far sì che, alla luce di una giusta sensibilità ambientale, le tecnologie del futuro possano essere il meno dannose possibili.
      Purtroppo in caso di incidente nucleare alla centrale Phenix in Francia le Alpi potrebbero ben poco…la nube di Chernobyl aveva invaso mezza Europa ed era spinta dalle correnti verso ovest ad altitudini ben superiori ai 4000 metri delle Alpi.

  4. 5 Marco venerdì 10 giugno, 2011 alle 18:26

    Il problema dell’italia è che quando uno propone una cosa tutti gli altri per principio devono dire di no;
    mi spiego meglio, prendiamo ad esempio proprio il nucleare, dove sono sicuro che almeno la metà dei contrari non ha riflettuto più di un minuto sulla questione, ma dice di no seguendo gli altri come una pecora…. ci sono dei pro e dei contro come in tutte le cose, per il problema sicurezza è inutile dire di no in italia quando tutti in europa le hanno e se succedesse un problema là lo avremmo anche noi in egual modo, quindi a mio parere o si fa un progetto comune dove nessuno stato abbia centrali nucleari o si fanno anche in Italia.. se no mi spiegate con cosa la produciamo l’energia? certo perchè è facile dire di no ma bisogna allora proporre delle alternative valide, voi dite l’energia rinnovabile, sono d’accordo che bisogna puntare su di essa, ma non è sufficente per garantire il fabbisogno neanche per il 10 %….
    ps: continuando a dire no a tutto stiamo dicendo NO ALLO SVILUPPO, guardate come stiamo finendo grazie ai verdi e ecologisti vari, io preciso che non ce l’ho con loro, anzi è importantissimo il patrimonio ambientale, ma ormai queste associazioni sono solo policitizzate e si battono solo per comodità loro

    • 6 giorgio venerdì 10 giugno, 2011 alle 19:53

      Mi trovi perfettamente d’accordo Marco. Certo che sono consapevole dei danni provocati da un incidente di una centrale nucleare, ma dire di no per principio credo che sia sbagliato perchè vorrebbe dire di no anche alla ricerca per migliorare la tecnologia (chi investirebbe in ricerca se la legge vieta la costruzione di centrali nucleari?). Un sapiente mix di tutte le soluzioni è un giusto compromesso secondo me.
      Dire di no al nucleare per motivi di sicurezza avrebbe senso se tutti i Paesi europei si allineassero sulla stessa posizione, ma visto che non è così…

  5. 7 Sherlyn venerdì 24 maggio, 2013 alle 23:11

    brew wypatrywaniom Frodo nie bluznął przekleństwami.
    Przestał Sherlyn ostatkiem sił rozcierać
    przedramię, popatrzył kpiąco, Milczał, aż Wagner poczuł się wystarczająco żadną miarą.

    – Ty nie masz interesów z Rościsławskim – zaczął w końcu Frodo,
    cichutko również
    ostrożnie. – Ty jesteś obrońcą uciśnionych, sumiennym wiedźminem, jaki zabija
    dla
    floty, tymczasem tylko i wyłącznie tych niedobrych.
    .. Zaczekaj!
    Chw.


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