Una delle parole piu` gettonate di questi giorni e` sicuramente “auguri”. Nell`antica Roma (come leggo su Wikipedia) gli auguri erano degli indovini il cui compito era di trarre `auspicia` dall’osservazione degli uccelli e di capire se gli dei approvassero o no l’agire umano e le loro azioni. L’augure non doveva predire quale fosse la cosa migliore da fare, ma solo se un qualcosa su cui si era già deciso incontrasse o meno l’approvazione divina. Credo che oggi gli auguri, intesi come sacerdoti dell`antica Roma, non avrebbero molte cose positive da dire sull`operato degli uomini. La mia speranza e` che nel nuovo anno ognuno di noi possa fare qualcosa tale da migliorare il mondo dove viviamo, a cominciare dalla nostra stupenda e immortale capitale sabauda (scusate la reminescenza monarchica).
Tanta salute, serenita` e spensieratezza a tutti voi, bogianen e non!
