Molti sapranno che la RAI nacque nella città di Torino, ma forse sono in pochi a sapere che le prime trasmissioni di un’emittente televisiva privata ebbero luogo sempre nel capoluogo piemontese. Erano gli anni Cinquanta quando una quindicina di giovani, abilmente coordinati dai fratelli Achille e Giovanni Battista Judica-Cordiglia (il primo nato a Torino, il secondo nato ad Erba), trasmisero via cavo in circuito chiuso uno spettacolo dal titolo “Un’oasi di serenità” ambientato in una villa seicentesca di San Maurizio Canavese. Le trasmissioni, a beneficio di abitazioni del centro di Torino, avvenivano da un palazzo sito in Via Accademia Albertina n. 3 e il nome dell’emittente era TCH-TV. Il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni concesse ai due intraprendenti fratelli Judica-Cordiglia, da sempre appassionati radioamatori, la licenza per trasmettere il loro palinsesto in televisione. L’esperienza dei due giovani durò però circa un anno poichè i loro genitori decisero che fosse meglio far terminare loro gli studi, decretando dunque la fine di quella che è stata a tutti gli effetti la prima emittente televisiva privata in Italia.
I fratelli Judica-Cordiglia divennero però ben più famosi per un’altra vicenda: grazie ad avanzati (per l’epoca) strumenti di ricezione di segnali radio installati sulla collina torinese (la cosiddetta “Torre Bert”), riuscirono a captare le voci dei cosmonauti provenienti dallo Sputnik I nello spazio.
Torino, culla della televisione…


Grazie Giorgio, non sapevo questa chicca anche se ricordo bene i fratelli Judica-Cordiglia per la loro seconda epica impresa qui da te ricordata.
Interessante, non sapevo nulla dei due e tantomeno che la TV privata fosse partita da qui!!! Sono proprio ‘gurant alle volte!
R
Non ci credo, guada com’era giovane il signor Judica Cordiglia in questa foto!!!
Quando ancora vivevo a Torino ho avuto modo di conoscerlo anni fa, ai giardini di via Filangeri.
La vicenda dell’ascolto spaziale, degli astronauti mai tornati sulla Terra prima di Gagarin è davvero affascinante.
Bravo Giorgio per avermi invece fatto conoscere quest’altra loro storia.
Televisioni a parte, come va tra Milano e Torino?