Nei giorni scorsi Clotilde Zucca, brigatista rossa condannata all’ergastolo, ha ottenuto la libertà condizionale con la motivazione da parte dei giudici della presa d’atto “dell’intervenuto ravvedimento della donna e della sua volontà di risarcire il danno ai parenti delle vittime”.
Clotilde Zucca insieme a Francesco Pagani Cesa, Marcello Ghiringhelli e Antonio Chiocchi e Teresa Scinica si sono macchiati nel 1982 di un efferato assassinio di due giovani guardie giurate, Sebastiano D’Alleo di 27 anni, e Antonio Pedio di 26. Questi ultimi, inginocchiati, chiedevano invano pietà. La risposta dei loro esecutori è stata: «Bastardi, questo è quello che spetta ai servi del potere». Il gruppo di brigatisti ha poi gettato sui corpi la bandiera rossa.
Clotilde Zucca si è “ravveduta” e oggi può costruirsi una nuova vita. Sebastiano e Antonio invece sono sotto terra dentro a una bara. Questa giustizia mi fa vomitare.

Il punto è che i concetti di LEGGE e GIUSTIZIA spesso non vanno di pari passo.
Scandaloso…
R
La storia delle Brigate Rosse come quella di molti movimenti extraparlamentari di quegli anni è una storia lastricata di morti.
Una storia dove l’ideologia, se mai c’è stata, scompare dietro ritratti di delinquenti della peggior specie.
Non ero a conoscenza di questa storia ed è terribile pensare alle suppliche di quei ragazzi di 27 anni. Altrettanto terribile è stata l’uccisione, sempre da parte delle Br, di Roberto Peci, fratello del primo pentito del terrorismo rosso. Di quella morte c’è addirittura una testimonianza filmata.
Agghiacciante.
Che altro dire? Che in questo Paese si dimentica in fretta? Sembra ormai un luogo comune, ma i luoghi comuni nascono spesso da sacrosante verità come questa, a causa dell’indifferenza vergognosa di molti.
Ho scoperto oggi il tuo blog, lo trovo molto interessante e scopro di condividere con te, oltre che l’amore per Torino, anche l’indignazione per fatti come questi.
Ciao Breb! Grazie della visita…ultimamente non sono molto attivo sul mio blog, ma vado un po’ a periodi, anche (e soprattutto) in base al tempo libero che ho. Non mancherò sicuramente di visitare il tuo blog visto che sei una bogianen come me
Ciao!
mi sembra il caso che dopo circa 26 anni da quell’efferato delitto,posso giudicare che a questa donna,persona,si d’obbligo poter dare la possibilita’ di ritornare in societa’,tanto come altre persone che hanno commesso atti piu’ negativi di C.M. Brioschi.