Molti sapranno che la RAI nacque nella città di Torino, ma forse sono in pochi a sapere che le prime trasmissioni di un’emittente televisiva privata ebbero luogo sempre nel capoluogo piemontese. Erano gli anni Cinquanta quando una quindicina di giovani, abilmente coordinati dai fratelli Achille e Giovanni Battista Judica-Cordiglia (il primo nato a Torino, il secondo nato ad Erba), trasmisero via cavo in circuito chiuso uno spettacolo dal titolo “Un’oasi di serenità” ambientato in una villa seicentesca di San Maurizio Canavese. Le trasmissioni, a beneficio di abitazioni del centro di Torino, avvenivano da un palazzo sito in Via Accademia Albertina n. 3 e il nome dell’emittente era TCH-TV. Il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni concesse ai due intraprendenti fratelli Judica-Cordiglia, da sempre appassionati radioamatori, la licenza per trasmettere il loro palinsesto in televisione. L’esperienza dei due giovani durò però circa un anno poichè i loro genitori decisero che fosse meglio far terminare loro gli studi, decretando dunque la fine di quella che è stata a tutti gli effetti la prima emittente televisiva privata in Italia.
I fratelli Judica-Cordiglia divennero però ben più famosi per un’altra vicenda: grazie ad avanzati (per l’epoca) strumenti di ricezione di segnali radio installati sulla collina torinese (la cosiddetta “Torre Bert”), riuscirono a captare le voci dei cosmonauti provenienti dallo Sputnik I nello spazio.
Torino, culla della televisione…

