Archivio per Marzo 2008

La 1° emittente TV privata nacque a Torino!

Molti sapranno che la RAI nacque nella città di Torino, ma forse sono in pochi a sapere che le prime trasmissioni di un’emittente televisiva privata ebbero luogo sempre nel capoluogo piemontese. Erano gli anni Cinquanta quando una quindicina di giovani, abilmente coordinati dai fratelli Achille e Giovanni Battista Judica-Cordiglia (il primo nato a Torino, il secondo nato ad Erba), trasmisero via cavo in circuito chiuso uno spettacolo dal titolo “Un’oasi di serenità” ambientato in una villa seicentesca di San Maurizio Canavese. Le trasmissioni, a beneficio di abitazioni del centro di Torino, avvenivano da un palazzo sito in Via Accademia Albertina n. 3 e il nome dell’emittente era TCH-TV. Il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni concesse ai due intraprendenti fratelli Judica-Cordiglia, da sempre appassionati radioamatori, la licenza per trasmettere il loro palinsesto in televisione. L’esperienza dei due giovani durò però circa un anno poichè i loro genitori decisero che fosse meglio far terminare loro gli studi, decretando dunque la fine di quella che è stata a tutti gli effetti la prima emittente televisiva privata in Italia.

I fratelli Judica-Cordiglia divennero però ben più famosi per un’altra vicenda: grazie ad avanzati (per l’epoca) strumenti di ricezione di segnali radio installati sulla collina torinese (la cosiddetta “Torre Bert”), riuscirono a captare le voci dei cosmonauti provenienti dallo Sputnik I nello spazio.

Torino, culla della televisione…

I fratelli Judica-Cordiglia

Clotilde Zucca in libertà vigilata: ingiustizia è fatta.

Nei giorni scorsi Clotilde Zucca, brigatista rossa condannata all’ergastolo, ha ottenuto la libertà condizionale con la motivazione da parte dei giudici della presa d’atto “dell’intervenuto ravvedimento della donna e della sua volontà di risarcire il danno ai parenti delle vittime”.

Clotilde Zucca insieme a Francesco Pagani Cesa, Marcello Ghiringhelli e Antonio Chiocchi e Teresa Scinica si sono macchiati nel 1982 di un efferato assassinio di due giovani guardie giurate, Sebastiano D’Alleo di 27 anni, e Antonio Pedio di 26. Questi ultimi, inginocchiati, chiedevano invano pietà. La risposta dei loro esecutori è stata: «Bastardi, questo è quello che spetta ai servi del potere». Il gruppo di brigatisti ha poi gettato sui corpi la bandiera rossa.

Clotilde Zucca si è “ravveduta” e oggi può costruirsi una nuova vita. Sebastiano e Antonio invece sono sotto terra dentro a una bara. Questa giustizia mi fa vomitare.

SUV o non SUV? Questo (non) è il problema.

Sono grandi e sono costosi. E fin qui possiamo essere tutti d’accordo..Ma personalmente non sono d’accordo con chi vorrebbe mettere al bando questi veicoli perchè considerati troppo inquinanti o troppo pericolosi per gli altri.

Discorso inquinamento: è vero, hanno un’emissione di CO2 maggiore dell’autoveicolo medio, ma questo è dovuto alla sua cilindrata (spesso uguale a 3000 cc o addirittura superiore). Un’auto non SUV di uguale cilindrata inquina all’incirca lo stesso (penso a una BMW M3 sport, a un’Audi A8, e così via…). Data la diffusione dei SUV non mi pare, obiettivamente, possa costituire un’aggravante così importante da vietare (come alcuni vorrebbero) la circolazione in città a questi veicoli.

Discorso pericolosità: quante volte ho sentito dire che i SUV sono pericolosi! Non ultimo l’incidente, purtroppo mortale, a Milano con un tram. Di sicuro guidare un veicolo di questo genere può dare la sensazione di essere il “padrone” della strada e quindi spingere chi lo guida a sentirsi eccessivamente sicuro e sbarazzino nella guida. Ma secondo me il problema è nella testa e nel senso di educazione civica che ognuno di noi ha. Quante volte ho visto conducenti di Smart (Max non ti arrabbiare…) che,  ritenendo di godere di un diritto divino date le ridotte dimensioni del mezzo, sbucavano dal nulla e si piazzavano belle belle davanti a me dopo che io mi ero fatto una coda di 20 minuti…o motorini che, credendo di essere invisibili e fatti di non-materia, non danno la precedenza! Quindi secondo me il problema non è legato al tipo di veicolo di per sè, ma principalmente alle persone che lo guidano!

PS: a scanso di equivoci, sono un felice proprietario di un’utilitaria del 2000…


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