E’ una notizia che ha avuto un certo clamore su torino.cronacaqui.it: il GTT avrebbe evaso il fisco per 130 milioni di euro. Rimanendo in attesa di ulteriori conferme, ci resta la certezza degli aumenti dei parcheggi delle strisce blu, dell’abbonamento per i residenti e dei biglietti del tram/pullman.
Archivio per Dicembre 2007
GTT non paga le tasse?
Pubblicato Sabato 22 Dicembre, 2007 Cronaca 4 CommentiTags: evasione fiscale, GTT, Guardia di Finanza
Giornalisti terroristi, parte seconda
Pubblicato Venerdì 21 Dicembre, 2007 Cronaca 2 CommentiTags: giornalisti, la repubblica, maria luisa marcellini
La mia non è una crociata contro “La Repubblica”, ma essendo uno dei quotidiani che milioni di italiani leggono regolarmente, è normale che sia soggetto a critiche da parte dei lettori, me compreso.
Questo il pezzo oggetto delle mie osservazioni:
Quello che mi ha veramente irritato è la frase “D’altra parte, è chiaro che l’errore non è nostro, ma di chi ha compilato l’elenco, documento originale e ufficiale”. A quale elenco si fa riferimento? Chi ha compilato l’elenco? Non si capisce bene a chi si stia dando la colpa. Un’altra volta i giornalisti de “La Repubblica” hanno perso l’occasione per dimostrare di avere il coraggio di ammettere i propri errori.
Lazio-Juventus, giornalisti terroristi
Pubblicato Sabato 15 Dicembre, 2007 Sport 9 CommentiTags: giornalisti, la gazzetta dello sport, la repubblica, lazio-juve, tifosi
Intendiamoci, ci sono questioni ben più importanti di quella che sto per trattare. Un blog, però, raccoglie ” di tutto un po’ ” quindi voglio raccontare questo episodio che sicuramente agli occhi della stragrande maggioranza degli italiani risulterà cosa di poca importanza, ma che per chi segue da vicino la propria squadra di calcio assume un altro significato (è successo ai tifosi juventini ma poteva accadere anche a tifosi di un’altra squadra).
Oggi andare in trasferta a seguire la propria squadra di calcio è diventato un’impresa. Come tutti sappiamo, in seguito alle morti dell’ispettore Raciti e di Gabriele Sandri, il Governo ha deciso di dare un giro di vite alle norme di sicurezza che regolamentano la partecipazione del pubblico alle partite di calcio, soprattutto per le tifoserie ospiti. L’Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive decide così di settimana in settimana quali provvedimenti restrittivi adottare in occasione di partite considerate “a rischio”.
In occasione di Lazio-Juventus, l’Osservatorio, in data 6 dicembre 2007, comunicava che i tifosi juventini avrebbero potuto accedere al settore ospiti dello stadio Olimpico di Roma con la restrizione di comprare personalmente il biglietto presso le ricevitorie autorizzate e con l’impossibilità di cederlo ad un’altra persona dopo aver cambiato il nominativo. Tutti i club e i gruppi di amici si sono organizzati con pullman, aerei, prenotazioni di alberghi per chi arriva da lontano: questo significa per il tifoso spendere in anticipo molti soldi e per gli organizzatori dei club un grande lavoro per raccogliere i dati dei vari partecipanti alla trasferta.
Giovedì sera, verso le 18.30, su “autorevoli” siti come “La Repubblica” e “La Gazzetta dello Sport” veniva riportata la notizia seguente:
Apriti cielo! Per i tifosi che avevano già acquistato il biglietto per andare a Roma, litigato con fidanzate e mogli per avere la libera uscita sabato sera, pagato biglietti aerei, pullman, prenotato alberghi ecc. la notizia è stata un fulmine a ciel sereno, anche perchè l’Osservatorio aveva già deciso le limitazioni sull’incontro Lazio-Juventus. Cos’era successo? Per tutta la notte i forum internet dei tifosi juventini hanno dato fiato a sfoghi (giustificati) di rabbia e delusione dei tifosi juventini che non sapevano più cosa pensare e cosa fare: disdico l’albergo subito così pago una penale ridotta? Vendo il biglietto aereo su Ebay? Telefono al mio parente a Roma per sapere se ha notizie più dettagliate?
17 ore dopo la prima notizia, il sito de “La Repubblica” pubblicava il seguente trafiletto:
Notate cosa viene scritto in quest’ultimo articolo: “La precisazione arriva dopo che stamattina, erroneamente su alcuni quotidiani era stato riportato l’esatto contrario”. Perchè non scrivere: “La precisazione arriva dopo che ieri sera, su alcuni siti internet, compreso quello de “La Repubblica”, era stato riportato l’esatto contrario. La Redazione si scusa per l’errata pubblicazione nata da una sbagliata interpretazione del comunicato dell’Osservatorio sulle manifestazioni Sportive”. E’ così difficile ammettere di aver commesso un errore?
Aperitivo a Torino
Pubblicato Venerdì 14 Dicembre, 2007 Mangiare e bere 22 CommentiTags: aperitivo, obelix, torino
Obelix
Via Corte d’Appello, 15/C (angolo Piazza Savoia)
Tel. 011 4367206
Uno dei migliori locali dove prendere un ottimo aperitivo a Torino è sicuramente l’Obelix, in Piazza Savoia: con 8 euro avete una consumazione (di qualsiasi tipo, alcolica o analcolica) e sfiziosissimi piatti appoggiati ovunque vi giriate all’interno del locale. Melanzane al forno, lasagne, peperoni al forno, zucchini in carpione, gamberoni, insalata di pasta, e tanti altri piatti veramente gustosi e ben preparati. Potete servirvi finchè il vostro stomaco non chiederà pietà…Al piano inferiore ci sono alcuni tavoli e sedie, mentre al piano superiore ci sono 3 sale. Non accettano prenotazioni.
Qualcuno ha altri locali da segnalare a Torino?
Lo sciopero dei TIR in diretta webcam
Pubblicato Martedì 11 Dicembre, 2007 Cronaca 6 CommentiTags: sciopero TIR, ventimiglia
Quando le webcam raccontano fatti di cronaca… (per vostra informazione, tra Ventimiglia ed Albenga ci sono 77 km…giusto per dare l’idea della coda che c’è mentre sto scrivendo).
Qualità della vita nel 2007: Torino guadagna 19 posizioni!
Pubblicato Domenica 9 Dicembre, 2007 Vita quotidiana 1 CommentoTags: Bologna, Bolzano, cuneo, Mantova, milano, Modena, qualità della vita, Siena, torino

Si sa, agli italiani piace fare statistiche, classifiche e snocciolare dati. Così, anche quest’anno è uscito il rapporto stilato da ItaliaOggi sulla qualità della vita nei capoluoghi di provincia italiani. Andando subito a cercare nella classifica Torino, vediamo che è passata dalla 57esima posizione del 2006 alla 38esima del 2007! Solo per citare altre grandi città: Milano è passata dalla 21esima posizione del 2006 alla 29esima del 2007.
Uno degli aspetti che è stato analizzato dagli autori della ricerca è stata la componente “Affari e lavoro”: in questo campo Torino è passata dalla 42esima posizione del 2006 alla 37esima del 2007. Il primato va invece a Cuneo: complimenti!
Servizi al cittadino: Torino è scivolata al 79esimo posto…sob!
Tenore di vita: Torino passa dalla 34esima posizione nel 2006 al 19esimo posto nel 2007.
Sicurezza e criminalità: la situazione resta critica, per Torino si va dal 94esimo posto del 2006 al 92esimo posto del 2007.
Per concludere, la classifica generale è stata vinta da Bolzano, seguita da Mantova, Bologna, Modena, Siena e Firenze.
Torino, capitale dei divorzi nel 2005
Pubblicato Venerdì 7 Dicembre, 2007 Vita quotidiana 3 CommentiTags: divorzi, torino
Dati relativi al numero di divorzi di alcune città italiane nel 2005:
- Torino: 231 ogni 100.000 abitanti
- Roma: 201 ogni 100.000 abitanti
- Milano: 195 ogni 100.000 abitanti
- Bologna: 192 ogni 100.000 abitanti
- Venezia: 169 ogni 100.000 abitanti
Il dato mi ha sorpreso. Quale sarà la causa di questa “incompatibilità” delle coppie torinesi?

In deciso aumento la vendita di armi
Pubblicato Venerdì 7 Dicembre, 2007 Vita quotidiana 1 CommentoTags: armi, porto d'armi
La Polizia italiana rilascerà a breve alcuni dati sul numero di richieste di porto d’armi da parte degli italiani. Il dato certo è che negli ultimi anni la vendita di armi, non per hobby, ma per difesa personale, è in continuo aumento. I proprietari di armerie nel torinese confermano la tendenza. E’ triste ammetterlo, ma laddove non è lo Stato a dare sicurezza al cittadino, è il cittadino che la dà a se stesso facendo richiesta per un porto d’armi ed entrando in un’armeria.
Saldi invernali a Torino
Pubblicato Giovedì 6 Dicembre, 2007 Vita quotidiana 4 CommentiTags: saldi invernali, torino
Ecco una di quelle date che molti si segnano sul calendario per riuscire a far quadrare i conti del proprio portafoglio ma allo stesso tempo comprare qualcosa che ha sempre desiderato. Il 5 gennaio 2008 cominceranno i saldi invernali a Torino, per terminare il 29 febbraio 2008. Inoltre tutti i negozi di Torino potranno rimanere aperti il 6 gennaio 2008 (immagino già le code pazzesche fuori dai negozi…). Le signore (e i loro mariti…) sono avvisate.
PS: non sarebbe male riuscire a monitorare in questi giorni i prezzi di ciò che vorremmo comprarci, in modo da confrontare i vari prezzi scontati a gennaio e capire se ci stanno fregando oppure no!
L’immigrazione a Torino vista da un americano
Pubblicato Sabato 1 Dicembre, 2007 Torino cambia 6 CommentiTags: Bologna, Firenze, Gerald Robbins, immigrazione, Islam, The weekly standard, torino
Ho letto qui di un articolo scritto dal giornalista Gerald Robbins che lavora per “The Weekly Standard”, un settimanale americano con sede a Washington. Questo articolo parla di Torino e dell’immigrazione in Italia e mi sono preso la briga di tradurlo (scusate gli eventuali errori che potete segnalarmi) per chi non conoscesse l’inglese, così possiamo discuterne insieme.
“L’immigrazione in Italia preoccupa – Torino è un esempio del futuro incerto dell’Italia”
Torino
Osservando il mercato pubblico di questa città – uno dei più grandi in Europa – si nota che non è solo uno spettacolo culinario per la vista, ma anche un’accurata rappresentazione delle dinamiche sociali che stanno modellando il Continente. Tra le bancarelle colorate di frutta e verdura, i pensionati alla ricerca del prezzo più basso si spintonano con iperattivi gestori di ristoranti che badano alla qualità piuttosto che al prezzo. I caotici selciati talvolta diventano strade uniformi mentre mamme con i capi avvolti da foulard e abbondantemente imbacuccate da tuniche dalle mille forme quali simboli della loro identità islamica, spingono i passeggini.
Altri dettagli emergono andando in macelleria e in polleria. Posta in un angolo sottratto alle insegne che pubblicizzano carne di vitello, capra, coniglio e bistecche di cinghiale (una prelibatezza locale), troviamo la bancarella halal per la sempre più grande comunità musulmana. C’è un ininterrotto viavai di marocchini dalle teste incappucciate e di clienti somali vestiti con i jeans che alimentano un giro d’affari simile a quello dei chioschetti vicini. Il simbolo di un prosciutto è sorprendentemente mostrato tra i pezzi di carne che sono esposti, certamente proveniente da una parte diversa della gamba del maiale.
In Italia risiedono circa un milione di musulmani, che comprendono emigranti nord africani, sub sahariani e dai Balcani. Le comunità più grandi sono diffuse ovunque nell’industriale Italia del nord, soprattutto nelle città di Torino e Milano. A prima vista, sembrerebbe che la popolazione italiana di 58 milioni di persone riesca ad organizzarsi facilmente assorbendo il flusso degli immigrati. Le previsioni demografiche dicono l’opposto. La popolazione locale italiana ha praticamente un tasso di natalità pari a zero, risultando il più basso in Europa (in un panorama europeo già difficile) e con una delle popolazioni più anziane del mondo. Le potenziali ripercussioni sono drammatiche, specie per una cultura che è praticamente sinonimo di usanze e regole cattoliche.
La situazione attuale di Torino può indicare ciò che attende l’Italia. I suoi abitanti amano sottolineare come la storia moderna dell’Italia cominciò qui. Torino fu la prima capitale del Paese nel periodo risorgimentale del diciannovesimo secolo, il processo che ha unito le varie regioni d’Italia nell’attuale Stato. Per via della condizione di città guida, Torino è anche divenuta un centro creativo e intellettuale – qui è nata una fiorente industria cinematografica decenni prima dell’avvento di Fellini e De Sica. Gli anni dopo la seconda guerra mondiale hanno trasformato Torino in un centro industriale. E’ conosciuta come la “Detroit” d’Italia a causa della Fiat, il gigante automobilistico italiano, che ha sede qui.
L’industrializzazione ha anche portato cambiamenti nella composizione sociale di Torino. Il richiamo della Fiat di un lavoro dignitoso e cambiamenti socio-economici hanno causato una massiccia migrazione interna, in particolar modo dal sud Italia. Ne sono nati contrasti regionali tra gli arretrati meridionali e i più sofisticati torinesi, portando un periodo segnato da continui conflitti e tensioni. L’atmosfera carica di tensione di quasi cinquant’anni fa è scomparsa, con la seconda generazione degli emigranti meridionali di Torino che si è integrata nel tessuto urbano.
L’immigrazione di oggi è una replica di quella del recente passato? Un approfondito studio dice di no. L’indagine, svolta dal Centro Federico Peirone di Torino nel 2001-2002, evidenzia notevoli differenze tra il flusso migratorio dal sud Italia e lo scenario di oggi. Nonostante lo studio sia stato fatto diversi anni fa, tuttavia fornisce un’analisi dettagliata circa le sfide che Torino e la scoeità italiana stanno affrontando.
Probabilmente la scoperta più significativa dello studio Peirone ha a che fare con la supposta relazione tra la dimensione della famiglia e l’industrializzazione. E’ idea diffusa che le grandi famiglie molto diffuse nelle laboriose società agricole sono diminuite vistosamente con i trasferimenti nei centri urbani. Mentre la seconda generazione dei meridionali italiani e i recenti arrivi dalla Romania (ad oggi la comunità di immigrati più grande di Torino) si sono ridotti a nuclei familiari di appena tre persone, quelli provenienti da un ambiente arabo-musulmano difficlmente sono cambiati. La dimensione media di una famiglia appena giunta dal Marocco è di sei componenti, che diminuisce a malapena a meno di cinque persone con la seconda generazione.
Un’altra interessante conclusione riguarda l’aspetto religioso. Lo studio ha evidenziato una grande differenza quando ha preso in cosnderazione l’Islam. I marocchini e gli albanesi – le due comunità musulmane più grandi di Torino – sono ai due estremi opposti della garduatoria. Solo il 10% degli albanesi dichiara di pregare o seguire un qualche rito islamico. Al contrario, un terzo dei marocchini di Torino crede in una società fondamentalista, un sentimento che quasi raddoppia fino al 60% quando è stato chiesto espressamente circa l’uso del velo o l’amputazione di una mano per i ladri.
L’interesse civico verso gli emigrati è stato disomogeneo. La comunità romena polarizza più interesse politico per via del recente ingresso in Europa del loro Paese – anche la somiglianza linguistica aiuta in tal senso. Invece la popolazione islamica di Torino non viene vista come un potenziale bacino politico su cui puntare. C’è un centro culturale islamico che il comune ha aiutato a nascere in uno dei quartieri vicini, ma la sua efficacia nel campo degli interessi sociali è flebile.
L’Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia (UCOII) è un altro canale, ma tutta la politica in Italia ha carattere locale, in particolare a livello di singolo Comune. Torino, Bologna e Firenze sono governate da amministrazioni comuniste, ma le loro politiche nei confronti dell’immigrazione sono decisamente diverse. Mentre Torino mostra un atteggiamento moderato, quasi di nonchalance verso il fenomeno, Firenze e Boologna adottano una politica dalla linea dura. Alcuni osservatori attribuiscono questa discrepanza all’espoerienza di Torino avuta con l’immigrazione dal sud Italia, un fenomeno simile col quale le meno industrializzate Bologna e Firenze non avevano dovuto confrontarsi. Qualunque sia il motivo reale, il fenomeno dell’immigrazione mette alla prova l’unione dei partiti in tutta Italia.
Meno del 10% dei 900.000 abitanti di Torino sono immigrati. La popolazione islamica della città si aggira intorno alle 40.000 unità ma non tiene conto dei clandestini. Basandosi su queste cifre, i timori per una Torino “islamizzata” sembrano esagerati. Tuttavia non vanno completamente sottovalutati. Solo il 15% dei residenti di Torino ha meno di diciott’anni, mentre quasi un terzo della popolazione sono pensionati. Le obsolete infrastrutture sociali, l’immigrazione culturalmente diversa, e le risposte disunite da parte del Governo portano a un futuro incerto.





